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  • 1909

    Andai a lavorare nel settembre 1909: si lavorava undici ore al giorno, il più delle volte si faceva due ore straordinarie. A novembre assassinarono in Spagna Francisco Ferrer. A Trieste, per protesta, si fece lo sciopero generale e questo fu il primo sciopero a cui presi parte. Da allora si può dire che vissi ogni giorno per le lotte sociali. Avevo 14 anni.

     

  • fascisti a san giacomo

    Una squadra di fascisti xe andada su a terrorizzar San Giacomo. I xe andai su pel tunnel, gavè qualcosa voialtri?" Qualche cosa voleva dire qualche bomba, rivoltelle, fucili. Avevamo cinque bombe; le abbiamo prese tutte. "Sta fermo fino a quando no te digo mi...Adesso!!"

    Quatro ga scoppià, orca miseria, in mezo a lori.

  • chi restera' l'ultimo?

    A Trieste ogni tanto si vedeva morire qualcuno e nessun altro giovane veniva! E allora: "Porca miseria, va a finir che restemo soli. Chi resterà l'ultimo?" Facevamo dell'ironia... 1969 doveva essere. Sono venuti al caffè qualche volta e abbiamo cominciato a discutere...

    e io ho preso coraggio...

OLTRE OCEANO

on Martedì, 05 Agosto 2014. Posted in Italian News

Il nostro film proiettato al Festival de Cine di Bogotà - Colombia

Il film verrà proiettato in Ottobre al Festival del Cine di Bogotà all'interno di una sezione

dedicata al cinema di lotta e alle forme possibili di resistenza e opposizione radicale.

Ne siamo fieri. Sbarchiamo così in Latinoamerica.

 

DICONO DI NOI

on Venerdì, 13 Giugno 2014. Posted in Italian News

alcune dichiarazioni che ci fanno piacere:

visto ieri sera. Bello. Pieno di passione civile. Soprattutto vi si sente la forza di una generazione irripetibile. Oggi i ventenni non hanno un decimo dell'energia di quell'ottantenne

Paolo Rumiz, scrittore, giornalista

 

il film è davvero bello, toccante in molti momenti, salva su un atollo della memoria ciò che non doveva andare perduto

Fulvio Abbate, scrittore, opinionista

 

grazie per il DVD; molto, molto bello e il nostro veramente grande Tommasini emerge in tutta la sua straordinaria dimensione, in quella schiettezza totale che fa di lui veramente un’eccezione.

Claudio Magris, scrittore, giornalista

 

Il vostro documentario è molto bello, mi ha esaltato e commosso. Se devo farvi un piccolo appunto è la musica, che trovo debole, avrei  preferito un commento di  canti libertari, e inni della CNT sulle immagini della Guerra di Spagna

Umberto Lenzi, regista, scrittore

 

Anche i giovani cineasti italiani indipendenti (come Mario Martone) e fuori schema (da Roberto Nanni a Antonio Morabito, da Alina Marazzi a Antonietta De Lillo) sono in guerra. E si stanno dedicando, anche in polemica con le consacrazioni ufficiali dei padri della patria (il recente doppio omaggio agiografico a Enrico Berlinguer),  alla memorialistica cultural-politica più eretica (gli anarchici, 'oscuri' per antonomasia; Eleonora Fonseca Pimentel; le femministe degli anni 70, un Leopardi, che sembra avere più affinità con la lettura sprovincializzante e futurista di Italo Calvino o di Toni Negri che con quella lirico-malata dell'Accademia tradizionale) o proprio invisibile. Sono opere di grande impegno produttivo, ma anche film-documentari, di storia dal basso, non ufficiale, militanti o a basso budget, che Primo Moroni avrebbe adorato e l'Archivio del Movimento operaio e democratico anche, ma con qualche riserva, e che prendono spunto anche da biografie sperdute in qualche biblioteca privata di provincia o dalle testimonianze orali di operai, contadini, vecchi compagni di lotta detestati dall'ortodossia.  Anche quando il lavoro è su un personaggio celebre - il cui nome è oggi addirittura diventato, senza volerlo, sinonimo di "libreria commerciale dominante" -  Gian Giacomo Feltrinelli, sappiamo quanto sia stato difficile realizzare un bio-ritratto in assoluta libertà artistica e quando sia impossibile, al regista, Alessandro Rossetto, farlo proiettare in Italia. Ed ecco che un nuovo film italiano indipendente di grande interesse, sulla storia così poco conosciuta del movimento anarchico e comunista libertario italiano, si affianca al documentario di Antonio Morabito (Non son l'un per cento-Anarchici a Carrara, del 2007), al ritratto di Roberto Nanni (Antonio Ruiu, vita di un anarchico sardo, 2001, prodotto da Nanni Moretti), a Il ribelle di Giancarlo Bocchi e al Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo (imposto dal movimento, visto che è datato 1971).

Roberto Silvestri, critico, giornalista

 

AN ANARCHIST LIFE OCCVPA ROMA

on Martedì, 10 Giugno 2014. Posted in Italian News

il 3 giugno al Teatro Valle Occupato

Il 3 giugno il film è stato proiettato per la sua anteprima romana al Teatro Valle Occupato.Ci pareva il posto più adatto per invadere la Capitale, Un teatro del 1700 a pochi passi dai Ministeri e dai palazzi del potere, dal Pantheon, nel pieno centro storico occupato e gestito da alcuni anni da un gruppo di lavoratori dello spettacolo.

La proiezione del film è stata seguita da un intervento telefonico di uno dei registi, Ivan Bormann, e dall'esibizione del trio di Carlo Ghirardato, che ha eseguito "Canzone per Umberto T." dedicata al protagonista del film, accompagnato da Pai Benni Parlante alle percussioni e Roberto Franceschini al contrabbasso.

La platea era gremita e abbiamo superato i 150 ingressi, che per un martedì qualunque, e una piccola produzione nordestina non son pochi di sicuro!

Il tutto è stato possibile grazie al grande supporto di Federico di Radioondarossa, e agli amici del Valle Francesca, Maria, Peppe e tutti gli altri. A breve le prossime tappe...